Milano. Anni 00.
Probabilmente né il luogo né il momento più appropriati per dichiararsi indebitati fino al collo con tizi quali James Ostenberg, Charles Michael Kitridge Thompson IV, Kurt Donald Cobain, Edward Louis Severson III e - persino - Gavin McGregor Rossdale.
Ma tant'è. Uno mica si sceglie i propri genitori. E abbiamo il sospetto che qualcosa del genere debba valere anche per la musica.
Detto questo, siamo in vendita. Non come saprebbero esserlo un dentifricio, un bilocale o i Finley. Ma, a modo nostro, qualcosa siamo pure disposti a concedere nell'irragionevole pulsione a sperimentare scampoli di esistenza da ex-rockstar.
I nostri limiti, ad esempio. I nostri anni spesi altrove. Le nostre disillusioni e la nostra rabbia. La noia e la paura di crescere. Ogni nostra piccola cicatrice. Non sono poi molte, ma come sempre le cose migliori vengono tutte da lì.
Il vecchio trucco punk di alzare al massimo volume e distorsione dovrebbe fare il resto. |